01
Lun, Mar

Typography

Il 10 novembre scorso, dopo due anni di lavoro, la Segreteria di Stato vaticana ha pubblicato il “Rapporto Mc Carrick”, dal nome del cardinale di nazionalità statunitense ridotto allo stato laicale da papa Francesco il 13 febbraio 2019 a seguito della scoperta di numerosi abusi sessuali e altri comportamenti gravemente immorali che si sono susseguiti lungo molti decenni. Si tratta di un volume di 449 pagine e 1410 note che descrivono, con dovizia di particolari, quella fittissima rete di relazioni che da sempre Mc Carrick intesseva con il mondo curiale (non solo romano) e civile (soprattutto nelle varie amministrazioni statunitensi) ai loro massimi livelli per sostenere la sua “carriera ecclesiastica”

(termine che, in sé, contiene già tutto il triste senso della vicenda) e coprire un’infinità di scandali, compresa la generosa dazione di denaro a un numero estesissimo persone, fra cui vescovi e cardinali.

Emergono, dalla testimonianza di chi l’ha letto per intero, tutta la pletora di mali che ammorbano la parte malata della Chiesa, e su cui anche noi religiosi siamo chiamati a vigilare: clericalismo, maschilismo, paternalismo, abusi di potere, abusi sessuali, abusi su minori, corruzione, menzogna, spergiuro, carrierismo, ambizione, ipocrisia, omertà, irresponsabilità, sciatteria…

Mc Carrick era un uomo potente, e nessuno, per preservare la sua posizione, osava metterglisi contro. Per anni, per decenni… Dai documenti conservati negli archivi della Segreteria di Stato a Roma, della Nunziatura apostolica degli Stati Uniti e in varie diocesi americane e dalle oltre 90 testimonianze raccolte emerge che, da chi lo copriva, dormire con seminaristi e preti era ritenuti solo imprudenza, l’ambizione sfrenata un peccato veniale, la dazione di denaro (durata fino al 2017…) un segno di amicizia.

Gesù è molto chiaro riguardo all’ambizione dei “primi posti” e la condanna pesantemente. Ci colpisce e ci ferisce che per decenni questo stato di cose sia stato tollerato, infangando la credibilità della “chiesa militante”, che è la sua parte più importante, in termini numerici e di missionarietà: tante donne, uomini, laici e sacerdoti che donano la loro vita e il loro tempo per annunciare la novità del Regno che questo scandalo contraddice in toto.

Ci incoraggia e ci rianima il fatto che su una materia così delicata e dove la Chiesa “ufficiale” non ne esce bene sia stato tolto il segreto pontificio e, addirittura, che la relazione sia ora tranquillamente reperibile sulla rete, a disposizione di tutti.

Questa triste storia (come altre simili del non lontano passato) insegnano anche a noi religiosi a non abbassare mai la guardia rispetto a pratiche e “innocenti complicità” che possono coprire modi di fare, anche non a prima vista “gravi”, o addirittura abusi che sfigurano il volto della nostra vocazione battesimale e paolina. Complicità, ammiccamenti, sensibilità comuni possono arrivare a creare gruppi di pressione o di potere che avvelenano le relazioni umane, spegnendo il carisma. Nel tempo di Avvento che abbiamo appena iniziato risuona sempre la parola “vegliate”. Attendere la nascita del Salvatore e Redentore significa nelle nostre comunità anche questo: vegliare che ciò non accada a casa nostra. Prima che sia troppo tardi.

 

* Don Stefano Stimamiglio, sacerdote paolino italiano, è il Segretario generale.