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Alle ore 16.40 (ora locale) di lunedì 17 gennaio 2022, è deceduto presso la Comunità San Paolo di Roma, a causa di una insufficienza cardio-respiratoria,

DON QUINTO EFREM BUTANI
91 anni di età, 79 di vita paolina, 72 di professione, 65 di sacerdozio

Don Quinto nasce a Cingoli (Macerata) il 28 gennaio 1930, dai genitori Americo e Nocelli Delia, il quinto di nove figli, cinque fratelli e tre sorelle. Entra nella comunità di Alba il 9 agosto 1942. Inizia il Noviziato ad Albano Laziale l’8 settembre del 1948 e – nella stessa data – emette la Prima professione l’anno seguente, assumendo il nome di Efrem e rinnova in perpetuo i Voti religiosi a Roma nel 1954. Viene ordinato presbitero il 7 luglio 1957.

Aveva una sorella Pia Discepola, suor Rosanna e un fratello sacerdote diocesano che faceva parte dell’Istituto Gesù Sacerdote, don Pacifico.

Inizia il suo percorso apostolico a Roma nel 1957 come insegnante; nel 1959 è trasferito nella comunità di Bari, dove all’insegnamento affianca anche il lavoro in tipografia come caporeparto. Sempre in questa comunità svolge il servizio di Maestro degli aspiranti e continua nell’insegnamento (1962-1965). Giunto nella comunità di Francavilla a Mare (Pescara), dal 1965 al 1969 continua ad essere Maestro dei giovani e dal 1970  al 1973, assume il servizio di superiore.

Nel 1973 viene trasferito a Roma sempre con l’incarico di Maestro e insegnante. Sarà nel 1976 che la sua vita assumerà un nuovo impegno, quando viene nominato parroco della nascente parrocchia di Maria Regina degli Apostoli, incarico che manterrà fino al 1985.

Dopo l’esperienza romana ritorna nelle Puglie con il compito di economo della casa di Bari (1985-1986) e successivamente superiore della comunità (1986-1989). Al termine di questo servizio, per un anno è inserito nella casa di Pescara, prima di iniziare un nuovo capitolo della sua vita nella comunità di Catania, con l’incarico di animatore dei Cooperatori Paolini, compito che si protrarrà fino al 1997, anno in cui viene trasferito nella comunità a Vicenza, dove rimarrà fino al 2017. A causa della sua precaria salute, nel 2017 giunge nell’infermeria del comprensorio di Roma e vi rimane in modo definitivo.

Don Quinto ha vissuto una vita molto attiva e impegnata, soprattutto nel campo formativo – accompagnando molti giovani con spirito “paterno” – e nell’animazione dei Cooperatori Paolini  e dell’Istituto Santa Famiglia. La sua predicazione era stimolante e ricca e molto apprezzata; ha animato molti corsi di esercizi organizzati dalle Pie Discepole del Divin Maestro. Va ricordato il suo anelito nell’operare per il bene delle persone, soprattutto quando era parroco a Roma e quando si rendeva disponibile per il ministero in alcune parrocchie di Vicenza.

Don Quinto era molto affezionato ai suoi luoghi di origine, ai suoi parenti, alla sua gente e da loro era molto amato. Una persona serena, cordiale, affabile, sempre di buon umore, accogliente con tutti. Era capace di coltivare e mantenere le relazioni, anche con una semplice telefonata, come ricorda un confratello della comunità di Vicenza.

Molti porteranno nel cuore il bene che lui ha seminato, così come questa nostra sorella Pia Discepola che ha vissuto con lui nella medesima comunità: «Carissimo don Quinto, grazie di vero cuore per questi anni vissuti insieme e per la testimonianza che mi hai dato. La fedeltà alla preghiera, la disponibilità al ministero, il servizio sempre attento alla comunità, e la delicatezza e attenzione nei nostri confronti».

Il Superiore generale, don Valdir José De Castro, nel suo messaggio per il 60° anniversario di ordinazione presbiterale, inviato quando don Quinto era ancora nella comunità di Vicenza, così si esprimeva: «Hai vissuto il tuo sacerdozio paolino servendo, per diversi anni, il popolo di Dio nella Parrocchia Regina Apostolorum di Roma. Ma tante altre sono le parrocchie che hai conosciuto per il ministero, e quella di San Paolo a Vicenza è solo l’ultima di una lunga serie. Quanta tenacia nel bene e quanto amore a Gesù Eucarestia, sulla scia del Beato Alberione. Ringrazio te per il bene che hai seminato».

Il Signore accolga questo nostro caro fratello e gli doni la pace e la gioia che ha sempre cercato. Sicuramente intercederà per le tante persone che ha conosciuto, in modo particolare per la parrocchia Regina degli Apostoli.

  

Roma, 19 gennaio 2022 

Don Vito Spagnolo, SSP


 

I funerali saranno celebrati oggi, mercoledì 19 gennaio, alle ore 15.30, nella chiesa parrocchiale Maria Regina degli Apostoli di Roma. La salma sarà poi tumulata nel cimitero Laurentino di Roma.

I Superiori di Circoscrizione informino le loro comunità per i suffragi prescritti (Cost. 65 e 65.1).


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Agenda Paolina

05 Luglio 2022

Feria (verde)
S. Antonio Maria Zaccaria, sacerdote
Os 8,4-7.11-13; Sal 113B; Mt 9,32-38

05 Luglio 2022

* SSP: 1948 in Vaticano - 1997 a Mérida (Messico).

05 Luglio 2022

SSP: D. Domenico Valente (1988) - D. Roberto Mozzachiodi (2002) - Fr. Massimo Comarin (2016) • FSP: Sr. M. Elisa Rios (1990) - Sr. M. Giovanna Morbini (2008) - Sr. Angela Magri (2010) - Sr. Elisabetta Franco (2018) • PD: Sr. M. Paula Anselmo (2000) - Sr. M. Adelaide Messina (2013) • IGS: D. Mario Fogagnolo (1988) • IMSA: Epifania Lo Nigro (2008) • ISF: Ada Barria (2007) - Luigi Tisbi (2009).

Pensiero del Fondatore

05 Luglio 2022

Il Tabernacolo è la fonte dell’acqua della vita eterna. Ma perché la luce divina, perché la forza, la grazia giunga alle anime nostre, bisogna che noi ci accostiamo a questa fonte. Far diversamente sarebbe come voler acqua senza aprire il rubinetto, pretendere che la lampadina illumini senza girare l’interruttore (PrP I, 105).

05 Luglio 2022

El Sagrario es la fuente del agua de la vida eterna. Mas para que la luz divina, la fuerza, la gracia llegue a nuestras almas, es necesario que nos acerquemos a esta fuente. Hacer diversamente sería como querer agua sin abrir el grifo, pretender que la bombilla ilumine sin dar el interruptor (PrP I, 105).

05 Luglio 2022

The Tabernacle is the source of the water of eternal life. But in order for the divine light, for strength and grace to reach our souls, we must approach this source. To do otherwise would be like wanting water without turning on the tap, expecting the light bulb to shine without turning on the switch (PrP I, 105).